PALAZZO ACCETTI, DEL NERO, STROZZI, GUERRIERI

Il palazzo cinquecentesco degli Accetti, che risvolta su via Sforza Cesarini e su Piazza Sforza Cesarini (n. 41), fu donato nel 1539 da A1lgelo Paluzzo Accetti a Muzio Muti; passo poi ai Del Nero, agli Strozzi e ai Guerrieri, attuali proprarieti. Finito di costruire i primi del Cinquecento per gli Accetti, oriundi toscani presenti a Roma dalla fine del Quattrocento, questo palazzo fu donato nel 1539 a Muzio Muti; in seguito lo ebbero i Del Nero e i fiorentini Strozzi, e infine i Guerrieri, attuali proprietari.Il  primo tratto del palazzo,che va dal n.38 al n. 40 di Piazza Sforza Cesarini, e di architettura Raffaellesca, probabilmente opera di qualche diretto discepolo del grande artista, e si accosta ad una preesistenza medievale.

La casetta medievale e rappresentata dal n.125 di Via Banchi Vecchi. Detta zona medievale probabilmente si estendeva in origine per una striscia che doveva arrivare fino alla Piazza Sforza. L’intervento Raffaellesco si va ad aggiungere a questa porzione affacciando su Piazza Sforza.
Sulla architettura di questa parte del fabbricato si può notare l’eleganza del porticato del terzo piano sorretto da colonne in cortina di mattoni; tale porticato e limitato solo alle prime tre finestre verso NW. Il secondo tratto che conlprende i numeri 40 - 41- 41/A di Piazza Sforza, il prospetto Sul Via Sforza e i nn. 119 al 124 di Via Banchi Vecchi, sono architettura di Antonio da Sangallo. L’architettura di questa parte del fabbricato consiste, per quel che riguarda i l prospetto di Via Banchi Vecchi in un bugnato in travertino fino all’ altezza di tutto l’ amezzato; tutte le finestre, l’ultimo piano escluso, dei tre prospetti sono circondate da cornici di travertino e bugne di travertino delimitano le facciate di Piazza e di Via Sforza Cesarini mentre le mura sono rivestite a cortina.

 

Su Via Sforza Cesarini l’edificio si sviluppa Su una parte centrale a tre piani con due laterali di quattro: il quarto piano presenta una loggia, chiusa e finestrata nell’ Ottocento, e apre su tre versanti, con facciata principale sulla Via Sforza Cesarini, il cui portale pero e stato murato nell’ Ottocento. Restano i portoni sulle due facciate laterali di Via Banchi Vecchi e di Piazza Sforza Cesarini 41.    .
Sui prospetti di Piazza Sforza e Via Banchi Vecchi bugne a raggiera sagomate e rettangolari ricoprono il piano terra dove si aprono botteghe, porte di rimesse e finestre con inferriate. Cantonali di bugne a cuscino salgono fino al primo piano. Le finestre, che poggiano su fasce marcapiano, al primo piano sono incorniciate e al secondo e al terzo ornate di’ architrave. L’ultimo piano era all’ origine una loggia con archi che sono stati in parte trasformati in finestre e in parte murati nell’ Ottocento. Nel complesso il palazzo presenta una varieta che ne vivacizza la facciata.